L' Arena
Una gara di risotti in carcere:
Natale sfida l'ex Masterchef
Magari gli autori di «Master-chef» prenderanno spunto e un giorno organizzeranno li una vera esterna del talent culinario di Sky, per la prima volta dentro ad un carcere. Intanto Verona fa le prove generali con l'evento in programma il 15 ottobre, « La gara dei risotti» in cui si sfideranno lo chef veronese Jacopo Natale e Matteo Lee, concorrente del programma tv che si era fermato ad un passo dalla finale nell'ultima edizione. Lui e Natale, titolare del ristorante Yard di Corso Cavour, saranno impegnati in una prova culinaria assieme ai detenuti del corso di enogastronomia della casa circondariale di Verona per una speciale sfida solidale. L'intero ricavato verrà devoluto ad «Azione contro la fa-me», organizzazione impegnata, a nutrire chi si trova in difficoltà e a costruirne l'autonomia, in Italia e nel do. Le due squadre, o meglio brigate come nella tradizione di «Masterchef» che per le prove in esterna divide tra la "rossa" e la "blu" si sfideranno a colpi di risotto, capitanate rispettivamente da Natale e Lee- Dopo l'aperitivo di benvenuto ecco i sei tipi di risotto che verrà valutato dal pubblico presente in sala, che votando decreterà la squadra vincitrice prima di immergersi nel dessert. L'iniziativa «Ristoranti contro la fame», da dodici anni unisce solidarietà e ristorazione, trasformando la passione per il cibo in un gesto concreto contro la fame insieme a chef, ristoratori e food lover che hanno scelto di mettere a tavola la solidarietà «La mia visione di accoglienza che va oltre la semplice somministrazione di cibo, trasformando la cucina e la convivialità in strumenti concreti di aiuto e coesione sociale, che fanno bene alla città e a tutti i partecipanti», spiega Natale, non nuovo a iniziative solidali già dai tempi del Covid quando distribuiva pasti gratuiti, e che ha preso a lavorare nel suo locale proprio un detenuto, «organizzare questi appuntamenti solidali è per me e per tutto il team un motivo di grande orgoglio e gioia interiore. Oggi fare ristorazione non può più essere limitato all'offerta di un buon piatto o alla gestione di una sala. Avere un ristorante significa vivere il territorio, far parte di una comunità e prendersene cura. La tavola ha da sempre il potere straordinario di unire le persone, ed è meraviglioso vederla diventare un veicolo di speranza e sostegno per chi ne ha più bisogno, l'impegno del ristorante proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove iniziative e progetti a forte impatto sociale».
La donazione minima per partecipare all'evento di giovedi 15 è di 70 euro e i posti sono limitati.
Corriere della Sera - 10 Ottobre 2026
